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IL PRIMO TERREIRO

 

La prima casa di Candomblè che nacque in Brasile, fu a Casa Branca do Engenho Velho.

Ilê Axé Iyá Nassô Oká

nacque all'incirca attorno al 1830, a Salvador, Bahia.

Dal 1984 è stata considerata monumento nazionale Brasiliano.

Oggi solo a Bahia esistono circa 2230 case di culto Candomblè fra quelle regolarmente registrate.

 

I Terreiros più importanti a seguire e che ancora oggi praticano il culto sono :

 

. Ilé Iyá Omi Axé Iyámase do Gantois - Salvador, Bahia


.Ilé Axé Opó Afonjá  - Salvador, Bahia e Coelho da Rocha, Rio de Janeiro


.Asé Podaba - fondato nel 1851 - Rio de Janeiro


Ilé Omo Oyá Legi - Mesquita, Rio de Janeiro


Zoogodô Bogum Malê Rondó - Salvador,
Bahia

 

 

 

 

 

 

 

Candomblè

UNA RELIGIONE DANZATA E CANTATA

 

Il Candomblè è una Religione nata in Brasile per mezzo degli schiavi Africani giunti in catene nei tempi andatiin Sud America, la stessa si basa sui culti antichi Africani ed ha racchiuso le varie pratiche dei gruppi di schiavi in base al loro luogo di origine, in effetti alcune differenze della stessa sono proprio dovute alla provenienza degli stessi per questo motivo il suo rituale è diviso in Nazioni.

Anche se la stessa è stata per lungo tempo la Religione dei neri, bandita dal Cattolicesimo ed addirittura criminalizzata, oggi che finalmente è libera  annovera  fra i suoi fedeli moltissime persone di pelle  bianca.

I tempi del Candomblè (Terreiros) sono  gestiti dai vari Sacerdoti (Pai de Santo)  e Sacerdotessa (Mae de Santo) che regolamentano queste strutture con i fedeli che a loro volta assumono vari gradi in base al proprio compito.

I diretti aiutanti dei Pai e Mae  de santo, sono i Babaegbè  e  le  Iyaegbè  nell'ordine il padre e la madre piccola, dopo di loro troviamo l' Axogun anche chiamato mão de faca, ovvero mano di coltello,lui si occupa dei sacrifici e dei sacri tamburi ce accompagnano le ritualità del culto, un altra figura molto importante è la Yabassè, lei è l'addetta  alla cucina dei santi e si occupa della preparazione e la scelta dei vari cibi rituali.

Alla base del tempio invece vi sono i fedeli (Filhos de Santo) che contribuiscono al buon andamento del tempio aiutandosi fra di loro.

In questa Religione l'Orixas (ossia il santo per i sincretismi avvenuti nel passato) si impossessa del fedele e si serve di lui per comunicare con la comunità, la possessione in queste pratiche è prevista proprio per queste finalità.

l'Orixa che possiede il fedele è chiamato Orixà de cabeça (Orixa di testa) che sarebbe proprio il santo che protegge la persona stessa, da lui il fedele (figlio) assume le caratteristiche, positive e negative.

Oltre agli Orixas, nella religione vi sono altre figure di spicco, Exù che sarebbe una entità intermedia fra gli uomini e le divinità, lui aiuta gli umani a comunicare con l'alto, ma punisce anche chi merita punizione, un altra figura molto importante è Ifà l'oracolo, lui  detiene la conoscenza dei destini (Odu) che mutano in base al volere di Dio ma sopratutto in base alle azioni che i fedeli compiono in terra.

Anche se formato da tante entità il Candomblè crede comunque in un unico Dio chiamato Olorum nella nazione Ketu, Zambi in quella Bantù e Mawu in quella JeJe. Questo Dio unico protrae verso il mondo degli umani le sue tante braccia (gli Orixas) che sono le varie emanazioni di tute le forze della natura.

Per  intraprendere il cammino in questa Religione è prevista l'iniziazione, che avviene tramite la segregazione del fedele per 21 giorni (i tempi cambiano oggi comunque da tempio a tempio) durante questo periodo l'iniziando dovrà apprendere le basi della religione ed in pratica morire per rinascere come filho de santo.

Il Candomblè contrariamente all'Umbanda non sincretizza oggi gli Orixas con i santi cattolici ma gli attribuisce finalmente la loro reale immagine, anche se nei tempi più che le immagini vengono usati gli assentamenti (reliquiari ricettacoli dell'energia di ogni singola entità)

Le maggiori Nazioni in cui si divide oggi il candomblè in Brasile  sono :

. Ketu

. Ijexà

. Bantù (o Angola)

. Jejè

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